Auricoloterapia

L' Auricoloterapia è una metodica medica riflessa capace di indurre nell' organismo delle modificazioni di senso contrario alla malattia e/o di attivare specifici filtri del dolore (sostanza reticolare, talamo, corteccia). Questa pratica ha acquisito il ruolo di medicina dell' evidenza, grazie soprattutto alle esperienze ed agli studi fatti dal Dott. D. Alimì e dai suoi collaboratori.

L' auricoloterapia, mediante la stimolazione di specifici punti dell' orecchio, può influenzare precise zone del sistema nervoso centrale affinchè recuperino la loro migliore configurazione omeostasica (legge di Kahler).

L' orecchio in virtù della sua innervazione privilegiata (V-VII-IX-X nervo cranico e plesso cervicale superficiale) è collegato al cervello in modo bidirezionale ed usufruisce pertanto di un continuo scambio di informazioni tra orecchio, cervello, organi ed apparati periferici.

Tali evidenze sono state dimostrate con indagini scientifiche come la risonanza magnetica funzionale,l' EEG,la termografia, ....

L'auricoloterapia si serve comunemente di punture eseguite con piccoli aghi posti in modo estemporaneo e/o con aghi semipermanenti lasciati a dimora per alcuni giorni.La crioauricoloterapia rappresenta una novità, che il gruppo del Dott. David Alimi sperimenta da alcuni anni nei suoi centri di ricerca e che da alcuni mesi sostituisce spesso l'uso degli aghi. Si tratta della stimolazione dei punti di auricoloterapia eseguita con l' ausilio di un particolare strumento che per mezzo di uno stimolo puntiforme, ottenuto con l' iniezione di azoto liquido, procura una microustione superficiale da freddo sulla zona trattata. Tale tecnica ha una efficacia simile alla stimolazione fatta con gli aghi e libera il paziente dal fastidio di dover tenere gli aghi semipermanenti infissi nell'orecchio per alcuni giorni. Ed è proprio agendo sui punti specifici auricolari, che sono la rappresentazione delle stazioni nervose da cui dipende la patologia in atto, che il cervello è stimolato ad agire, al fine di ristabilire la migliore omeostasi organica.

L' orecchio è infatti uno schermo tattile collegato all' emisfero cerebrale opposto. Stimolando tali punti è possibile agire sui filtri del dolore, se questo è presente, stimolare le zone cerebrali che funzionano poco ed indurre il cervello a ritornare alla migliore omeostasi, riportando equilibrio negli organi malfunzionanti.

In pratica, l'auricoloterapia è in grado di intervenire su qualsiasi patologia per sconfiggerla o attenuarla. Le vie per favorire la guarigione dei vari organi sono rappresentate dalle numerose strutture nervose centrali e periferiche, ma è comunque nel cervello che avviene la vera azione terapeutica. Per avere la possibilità di una guarigione, è dunque essenziale inviargli il messaggio giusto».

Affinche' tale messaggio sortisca l'effetto desiderato, il medico deve fare una giusta diagnosi che può essere confermata da un fenomeno particolare: i punti auricolari da stimolare sono facilmente individuabili perché sono ben percepibili quando evidenziano uno stato patologico della zona del corpo che vi corrisponde e, inoltre, la pressione diretta su di essi provoca dolore.

La diagnosi può essere confermata a volte mediante un piccolo dispositivo che serve a evidenziare il potenziale elettrico dei vari punti: in caso di anomalia, quello che corrisponde all'organo o al tessuto sofferente è più alto del normale. A tal proposito il dott. David Alimi conduce da tempo delle ricerche al fine di ideare uno strumento che, al pari dell'elettrocardiografo sia in grado di determinare con precisione i punti dell'orecchio i cui squilibri ed il conseguente loro trattamento potranno rappresentare un modo efficace per fare prevenzione e cura delle più disparate patologie.

Una volta determinati i punti da stimolare, infine, il medico li punge mediante piccoli aghi di 3 mm, sterili e monouso, che nei giorni successivi cadranno da soli, dopo aver svolto la propria funzione terapeutica».

Tale tecnica può agire praticamente su tutte le patologie. Tra i suoi principali bersagli ci sono, per esempio: dolori osteoarticolari, reumatici, nevralgici o traumatici acuti o cronici, tendinite, sciatica, cefalea, cervicalgia ed herpes zoster; disturbi psicosomatici come gastroduodenite, ipertensione lieve, ansia, stanchezza cronica, stati depressivi leggeri, disturbi del sonno e allergie.. E' utile nella preparazione e recupero da interventi chirurgici, arreca miglioramenti nelle sequele da patologie vascolari, nel Parkinson associata alla terapia ufficiale di cui permette una certa diminuzione nei dosaggi. Infine, è molto efficace per combattere nausea, vomito, mestruazioni dolorose e disturbi alimentari e della menopausa, ma anche per dimagrire e smettere di fumare. In caso di sovrappeso, infatti, è possibile agire su una zona riflessa dell'ipotalamo, nella zona centrale del cervello tra i due emisferi, per ridurre lo stimolo della fame. In alcuni casi l'auricoloterapia può essere risolutiva: soprattutto se il paziente soffre di dolori acuti, possono bastare due o tre sedute, e a volte perfino una sola, come avviene per esempio nell'indurre fumatori accaniti da decenni ad abbandonare definitivamente le sigarette. In altre situazioni, invece, riesce solo ad attenuare i sintomi».

Il Dott. Alimì afferma che una cura corretta richiede generalmente tre trattamenti. Ogni processo patologico infatti è immagazzinato in tre livelli di memoria: la memoria cellulare, la memoria tissulare e la memoria organica. I trattamenti sono in genere effettuati a tre, quattro settimane di distanza l' uno dall' altro.

L'auricoloterapia viene eseguita in studi medici specializzati.

E, a parte la sensazione lievemente fastidiosa, solo momentanea, che può provocare in alcune persone più sensibili, è praticamente priva di effetti collaterali.Alcuni punti devono essere evitati di fronte a particolari patologie come il tumore(p. sintesi)o patologie particolari come ad es.il diabete che controindicano lo stimolo di specifiche zone auricolari.La puntura del padiglione auricolare è controindicata quando lo stesso è interessato da un processo infiammatorio.

Si tratta pertanto di una terapia che comporta una diagnosi medica da cui deriva una terapia che poggia su salde basi neurofisiologiche che mirano a correggerne il malfunzionamento. Deve pertanto essere praticata solo da medici esperti seguendo una procedura che è loro propria e che, con la pratica, non può che rinvigorire e rinfrescare le loro conoscenze.